Nella realizzazione di questo miscelatore, i designer parlano espressamente di un richiamo all’austera bellezza e al senso di leggerezza ed armonia che pervade l’estetica giapponese. Esiste un termine che forse meglio di tanti altri esprime pienamente questi concetti, ed è l’iki, che lo scrittore Kuki Shūzo portò a conoscenza universale nel libro “La struttura dell’iki” di inizio ventesimo secolo. Qui i concetti di “fare leggero” trovano piena corrispondenza con il lavoro di sottrazione che i designer hanno eseguito su alcuni elementi del miscelatore, in particolare sulla leva dello stesso, resa quasi asciutta, essenziale.